6 alberi da frutto antichi da coltivare nel tuo giardino

Il territorio italiano è un Paese particolarmente ricco di biodiversità e la sua tradizione rurale è carica di storia e usanze spesso poco valorizzate e di frutti dimenticati da riscoprire nei nostri giardini. Numerose specie di alberi da frutto rari sono molto conosciute nell’esperienza contadina, ma vengono ampiamente sottovalutate nell’attuale panorama delle piante da frutto in vaso: rivalutare coltivazione, storia e sapori di queste cultivar, soprattutto nel contesto di un frutteto familiare, è importante per restituire valore a piante antiche ormai scomparse e per riscoprirne i fini ornamentali e alimentari anche nelle nostre case. In molti terreni agrari, anche abbandonati, gli alberi da frutto antichi rappresentano testimonianze uniche e una fonte di informazione preziosissima sul patrimonio genetico e biologico del nostro territorio: si tratta di frutti rari il cui consumo e diffusione sono andati via via calando nel tempo e che rischiano attualmente di scomparire. Ma quali sono gli alberi da frutto antichi o dimenticati da conoscere e che si possono coltivare nei nostri giardini?

Alberi da frutto antichi: sapori dimenticati da riscoprire

Nel vivaio di Secretgiardino selezioniamo con cura le nostre piante e preserviamo storia e sapori di tradizioni rurali ormai del tutto scomparse. Riscopriamo di seguito alcuni alberi da frutto rari che potete coltivare in vaso nel vostro frutteto famigliare.

1. Carrubo

Il carrubo è una pianta da frutto antica e rara originaria del bacino mediterraneo e delle aree assolate di Sicilia, Sardegna, Marocco e Portogallo. L’albero di carrubo cresce spontaneamente nelle zone più aride di queste regioni, dove fu importato dai Fenici circa 3.000 anni fa, e si presenta come una pianta dioica i cui fiori sono generalmente unisessuali, piccoli e dal colore verdastro tendente al rossiccio. I frutti rari del carrubo, chiamati popolarmente carrube o vajane, sono dei lomenti, ovvero grandi e spessi baccelli indeiscenti lunghi dai 10 ai 20 cm e dal colore verde pallido se acerbi, marrone scuro quando maturi. L’albero del carrubo è una pianta monumentale e sempreverde molto longeva che esige poca cura, in quanto molto rustica e in grado di crescere florida anche in un terreno arido, povero di sostanze nutritive e particolarmente ricco di calcare. La natura mediterranea conferisce al carrubo una bassa resistenza al freddo e alle gelate e un buon adattamento ai climi caldi, con questa pianta rara che vede la maturazione dei suoi frutti nel periodo favorevole compreso tra agosto e ottobre.

Albero da frutto raro carrubo

2. Giuggiolo

Il giuggiolo, conosciuto anche con il nome Ziziphus jujuba, è un albero antico originario dell'Africa settentrionale e della Siria e che si usa coltivare da oltre 4.000 anni anche in Cina e in India: l’arrivo in Italia di questa pianta da frutto particolare fu una conseguenza delle attività commerciali di alcuni mercanti veneziani, che intorno al Cinquecento importarono questa specie rara dall’oriente con lo scopo di coltivarla in Dalmazia e nella Laguna Veneziana per sfruttarne i ricchi raccolti. L’albero del giuggiolo appartiene alla famiglia delle Rhamnaceae e al genere Ziziphus e ha le sembianze di una pianta caducifoglia e latifoglia, con portamento generalmente di albero o talvolta di arbusto. Il suo frutto raro è comunemente conosciuto come giuggiola. Questa pianta arborea non ha particolari esigenze di terreno ed è in grado di sopravvivere ad inverni freddi, con temperature anche fino a −15 °C.

Albero da frutto raro giuggiolo

3. Kiwi tomuri impollinato

Il kiwi tomuri impollinato si presenta come una liana rampicante a foglie caduche di grandi dimensioni, in grado di arrivare anche fino a 10 m di altezza. In natura, questa particolare pianta da frutto si ancora ad altri alberi o a delle rupi e sviluppa delle singolari torsioni nel suo fusto, che nella parte terminale si avvolge come un viticcio. Le foglie del kiwi tomuri sono a forma di cuore e appuntite e man mano che l’albero matura acquisiscono una forma tonda e convessa. Il suo frutto raro di forma ovale presenta una polpa verde, soda e con piccoli semi neri commestibili, mentre la robusta buccia è invece ricoperta da peli e ha una consistenza suberosa con forti contenuti tannici. L’albero del kiwi tomuri non gradisce un terreno calcareo, ma cresce florido in terricci neutri o acidi e in un ambiente particolarmente umido. Laddove si presentino condizioni di scarsa umidità, il clima arido tende ad arricciarne le foglie e può causare la morte dei lembi fogliari.

Albero da frutto raro kiwi tomuri

4. Sorbo

Il sorbo domestico è un albero da frutto antico le cui bacche, chiamate comunemente sorbole, sembrano essere ormai dimenticate sulle nostre tavole. Questa pianta rara gode di una storia antichissima e le sue origini sono legate ai territori della Crimea, dell’Asia minore e dell’Africa settentrionale, dove cresce selvatica. La domesticazione del sorbo avvenne successivamente nell’Europa Meridionale e Balcanica e già i romani ne poterono apprezzare i suoi frutti dolci e molto teneri. A seconda della specie, il sorbus domestica può presentarsi come un arbusto o un albero e può raggiungere l’altezza di 10-13 metri; questa pianta longeva può vivere fino a 200 anni e la sua crescita tendenzialmente lenta è verosimilmente considerata come il motivo per cui sia molto raro imbattersi in coltivazioni di questa antica pianta da frutto. I fiori del sorbo sono bianchi e molto piccoli e da questi si generano le sorbole, frutti dimenticati dal colore giallo-verde e giallo-rossicci la cui maturazione e raccolta avviene generalmente in autunno da agosto a ottobre.

Pianta da frutto rara sorbo

5. Azzeruolo

Fra le piante antiche da frutto, l'azzeruolo è la specie che nutre un legame più forte con la tradizione rurale del nostro Paese, in quanto già durante il Rinascimento si usava commercializzarla per il sapore agrodolce dei suoi frutti e come albero cespuglioso molto apprezzato anche per fini ornamentali. Conosciuta anche con il nome di lazzeruolo, questa pianta rara è originaria dell’Asia Minore e dell’isola di Creta, ma cresce spontanea anche in diverse regioni italiane che godono di clima mite: la sua coltivazione specializzata in ambito famigliare non è molto diffusa, ma la rusticità e la longevità di questa pianta particolare consente di raccoglierne i frutti anche dagli alberi più antichi. L’azzeruolo raggiunge altezze ridotte di 3-5 metri e sviluppa rami spinosi e lineari se coltivato in vaso. Le foglie, di color verde brillante, sono di forma ovale e cuneiforme, mentre i suoi frutti rari commestibili, detti azzeruole, hanno una forma globosa di color rosso amaranto, bianco o giallo in base alla varietà e hanno un gusto dolce e acidulo, fortemente aromatico. La raccolta avviene nel mese di settembre e, considerando l’autosterilità di questa pianta, è consigliabile trapiantare in giardino più specie diverse per favorire l’impollinazione.

Pianta da frutto rara azzeruolo rosso

6. Castagno

Il castagno è una pianta arborea che ha il suo habitat nelle zone collinari e montuose che si trovano tra i 300 e i 1200 m e cresce selvaticamente nelle regioni del mondo che godono di un clima temperato, con inverni poco rigidi ed estati calde. Si presenta come un albero da frutto dalla ricca chioma espansa e rotondeggiante, con un’altezza che può variare dai 10 ai 30 metri e una longevità di circa 100 anni. Le prime apparizioni del castagno risalgono addirittura a 10 milioni di anni fa e questo albero antico e raro ha rappresentato per diversi secoli una fonte primaria di alimentazione grazie alle comprovate proprietà nutritive delle sue bacche e della farina che da queste si ricava: i suoi frutti dimenticati fanno oggi parte delle cultivar tutelate dall’ISPRA a favore della biodiversità del territorio. L’albero del castagno è una specie eliofila, caducifoglie e latifoglie che presenta alla base del suo fogliame due stipole oblunghe; i fiori del castagno sono unisessuali e dal colore bianco-rosa, mentre il suo frutto è un achenio, con consistenza cuoiosa e di colore marrone, glabro e lucido all'esterno, tomentoso all'interno. Il castagno sopporta abbastanza bene il freddo invernale ed è moderatamente bisognoso di umidità, ma diventa molto esigente durante la stagione vegetativa, con la schiusura delle gemme che avviene in tarda primavera e la fioritura all'inizio dell'estate.

Albero da frutto antico e raro castagno

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